Qualità e quantità spesso non vanno d’accordo: ma se la quantità è generata dalla qualità, beh… allora le cose cambiano!
Per esempio, il record di vittorie in Gran Premio Roma a Piazza di Siena. Lo detiene un cavaliere con un numero impressionante: sette! Sette volte al primo posto e con ben sei cavalli diversi. Vincere per sette volte il Gran Premio dello Csio di Roma significa essere un cavaliere fuori dal normale: ecco quindi il caso della quantità generata dalla qualità. E questo cavaliere eccezionale altri non è che Piero d’Inzeo. Lui.
Tra l’altro tutto questo lo si scrive in un momento particolarmente significativo: perché questo fine settimana – da venerdì a domenica – va in scena il concorso internazionale di Aquisgrana (quest’anno solo Csi e non Csio: perché quest’estate Aquisgrana ospiterà il Campionato del Mondo) e la settimana immediatamente successiva lo Csio di Roma, evento dal 2015 intitolato proprio ai due formidabili fratelli Piero e Raimondo come Master d’Inzeo. Ebbene, Piero d’Inzeo detiene il record di vittorie in entrambi i Gran Premi: quattro volte quello di Aquisgrana (record condiviso con il britannico Nick Skelton), sette volte appunto quello di Roma.
Non c’è sicuramente bisogno di questi dati per certificare la dimensione di fuoriclasse di Piero d’Inzeo. Ciò nondimeno sono numeri impressionanti. La serie di Roma si apre con la vittoria del 1958 in sella a The Rock (grigio irlandese nato nel 1948 da Water Serpent x Sandyman) battendo in barrage il francese Bernard de Fombelle su Buffalo B.
Poi nel 1962 è la volta di Sunbeam (sauro irlandese nato nel 1950): è un trionfo d’Inzeo poiché al 2° posto c’è Raimondo su Gowran Girl e al 3° ancora Piero su The Rock.
Quindi nel 1967 la protagonista della vittoria è Navarette (francese nata nel 1957 da Furioso x Himalaya) al termine di un barrage contro la statunitense Kathy Kusner su Untouchable e un discreto affollamento al 3° posto ex aequo: Lalla Novo su Predestinée, Harvey Smith su O’Malley, Douglas Bunn su Beethoven (Bunn è il fondatore e proprietario degli impianti di Hickstead), Nelson Pessoa su Gran Geste, Anneli Drummond-Hay su Merely a Monarch (binomio grande protagonista anche in completo ai massimi livelli internazionali), Graziano Mancinelli su Oxo Bob.
Nel 1968 il vincitore è Fidux (baio tedesco nato nel 1959) al termine di una gara lunga e faticosa (due percorsi più barrage): in barrage Piero d’Inzeo ha la meglio sui britannici Anneli Drummond-Hay su Merely a Monarch e Peter Robeson su Firecrest.
Red Fox (sauro irlandese nato nel 1961 da Oxonian) firma il successo del 1970 (gara a due manches): al 2° posto la brasiliana Luciana Faria su Rush du Camp, al 3° il capitano elvetico Paul Weier su Wildfeuer.
Infine la serie di Easter Light (baio irlandese nato nel 1964), unico dei cavalli di Piero d’Inzeo ad aver vinto due volte il Gran Premio Roma. Nel 1973 al 2° posto c’è il britannico Peter Robeson su Grebe, al 3° Graziano Mancinelli su Sceptre. Nel 1976 al 2° posto si inserisce il francese Marc Roguet su Belle de Mars e al 3° Raimondo d’Inzeo su Talky.






















